Di Vini … Panorami: Liguria Colli di Luni

Il borgo di Castelnuovo Magra e la vigna de La Colombiera

Territorio
Oggi parliamo dell’estremo Levante ligure, un territorio racchiuso nella parte orientale della Provincia di La Spezia ed esteso, con la DOC Colli di Luni, ad alcuni comuni toscani della provincia di Massa Carrara. Da un punto di vista geografico siamo ormai oltre l’appennino ligure. Dal borgo di Castelnuovo Magra, cuore vitivinicolo della zona, si ha il Golfo della Spezia a occidente, al di là del fiume Magra, mentre le Alpi Apuane, con le cave di marmo chiaramente visibili, troneggiano allo sguardo qualche chilometro più a Est. Il mare riempie l’orizzonte a Sud con la sua inconfondibile macchia di blu e porta brezze salmastre, a volte resinose quando spirano dalla pineta di Monte Marcello. In questa terra di confine, seppure regionale, e di passaggio (a Nord la via Francigena porta a Pontremoli, al Passo della Cisa, e infine alla Pianura Padana), si produce uno dei bianchi italiani più interessanti e rappresentativi: il Vermentino.

Le caratteristiche del vino
Il vino si presenta con profumi floreali e di frutti bianchi e gialli ed esibisce al palato ottima freschezza e bevibilità. E’ gustoso e morbido ma al contempo sapido, spesso salino per il terreno ricco di sali minerali. Il finale è tipicamente amarognolo, soprattutto in gioventù, e lascia un palato pulito con gradevoli note ammandorlate. Fra le zone geografiche di produzione italiana il Colli di Luni Vermentino si distingue per eleganza e mineralità. In sintesi stiamo parlando di un vino mediterraneo, ricco di sapore, secco, elegante, adattissimo agli abbinamenti con pesce e frutti di mare.

Tipologie presenti sul mercato
Nel mercato, e a volte all’interno della stessa cantina, si trovano versioni fra loro diverse, tese ad esplorare le potenzialità del vitigno e a migliorarne la bevibilità. Si assiste, con esiti sempre più convincenti, ad una ricerca espressiva che il consumatore curioso non può che valutare positivamente. Descriverò, con relativi giudizi, alcuni Vermentino (non solo DOC) di questa zona che ho avuto modo di seguire da vicino nelle ultime stagioni. E’ quindi un campione limitato (10 produttori, 16 vini), seppure significativo, che non esaurisce la molteplicità di offerte di qualità oggi disponibili.

Gli Assaggi
Ho suddiviso i vini secondo 2 filoni: i vermentini classici e quelli frutto di ricerca.
Per farvi capire cosa intendo direi che i primi generalmente sono più secchi, puntano sulla freschezza e ad un consumo entro i 2 anni dalla vendemmia. I secondi si allontanano in modo più deciso dallo schema classico, ad es. per la raccolta tardiva delle uve, per l’affinamento in legno o per macerazioni lunghe sulle bucce, e per questi motivi possono risultare complessivamente più morbidi, e anche più articolati e complessi. In entrambe le tipologie si riscontrano esempi di longevità sorprendenti, non pronosticati dagli stessi produttori, una prova che non tutte le potenzialità del vitigno sono del tutto conosciute. Per ogni tipo viene citata l’annata che ha maggiormente impressionato tra quelle degustate negli ultimi 2 anni.

Nota sui giudizi utilizzati: Fiesta (in centesimi da 85 a 87), Celebration (88 o 89), Top (da 90 a 92). A latere, indipendentemente dalla valutazione, viene aggiunto un cuoricino stilizzato per i vini che hanno lasciato una più duratura traccia nella memoria e nello spirito

Assaggi 1 – Vermentini Classici (in ordine alfabetico del produttore)

• Baia del Sole

Sarticola 2016: palato avvolgente e pieno, sapido, grande vena minerale, bella struttura e finale gradevolmente ammandorlato, ottima persistenza. Giudizio: Top
Oro d’Isèe 2017: bella vena acidula che scatena succulenza al palato, di gradevolezza immediata, di media struttura e buona persistenza. Giudizio: Fiesta

• Giacomelli

Le Pianacce 2018: palato immediato e gustoso, morbido, buona intensità di gusto e facilità di beva. Giudizio: Fiesta
Boboli 2017: acidità e struttura, palato fresco e leggermente aromatico, anche per la presenza di un 5% di Malvasia di Candia. Il vino, pur morbido, rimane assolutamente secco. Ottima bevibilità. Giudizio: Celebration

La Colombiera
Celsus 2017: dalle vigne a 250 metri sul mare dei vigneti di proprietà del comune toscano di Fosdinovo La Colombiera ha prodotto, avvalendosi di una breve macerazione sulle bucce, questo Vermentino pieno, di rara struttura e dinamicità al palato. Una nota quasi torbata rende profumi e beva ancora più accattivanti. Giudizio. Top.

• Ottaviano Lambruschi

Costa Marina 2017: grandissima finezza ed equilibrio, palato morbido, sapido e ricco di sfumature, finale di ottima persistenza. Un raffinato gentleman sui Colli di Luni. Giudizio: Top.

Il Maggiore 2018: Grande struttura ed eleganza, entra al palato decisamente secco, quasi verticale, e si apre ad una ampia gamma di sensazioni lasciandolo pieno di freschezza e gusto. Paradigmatico nella sua categoria. Giudizio: Top
Ottaviano 2018: leggermente macerato si mantiene comunque al gusto nell’alveo della tradizione, secco, sapido e minerale. La struttura è non comune e si sente al palato anche a sorso concluso. La beva rimane purtuttavia scorrevole. Giudizio: Celebration

• Santa Caterina

2016: l’assenza di appellativi non induca a scambiare questo per un classico vino base. Intanto è godibile per diversi anni, ha ottima sostanza, grande freschezza e pienezza di gusto, è morbido e succoso. Giudizio: Celebration

  • Celsus 2017
  • Maggiore 2018

Assaggi 2 – Vermentini “di ricerca” (in ordine alfabetico del produttore)

• Lunae
Cavagino 2015: a partire da uve di ottima selezione è stato ottenuto, con un significativo passaggio in legno, un prodotto spiazzante bevuto giovane, ma di grande e gratificante dinamicità al palato bevuto dopo un opportuno affinamento, quando il legno, meno evidente in quanto tale, si è fuso con l’evoluzione naturale del vino donando complessità e ricchezza aromatica. Valutazione: Celebration.

• Giacomelli

Il Giardino dei Vescovi 2017: opulenza, freschezza, eleganza. Il passaggio in legno, evidente ma ben dosato, non ottunde una sostanza magnifica. L’impatto al palato è monumentale per calore e intensità di gusto, e stupiscono l’equilibrio e ancora una freschezza e dinamicità da vero fuoriclasse. Valutazione: Top.

• Il Torchio

Il Bianco 2018: naso aromatico, con bella corrispondenza al palato, gusto immediato, semplice, fruttato (pesca ?), di una naturalezza non affettata. Se lo lasci crescere nel bicchiere, lo sentirai via via più profondo ed emozionante. Valutazione: Fiesta.

Lunatica 2018: lunghissima macerazione e passaggio in terracotta. Il vino risulta elegante, floreale, gustoso con personalità, migliorerà ancora con l’affinamento. Valutazione: Celebration.

• La Pietra del Focolare

L’Aura di Sarticola 2017: vendemmia tardiva di grande fascino. Strepitosa sostanza in equilibrio fra vena acida e morbidezza. Beva sontuosa: palato ampio, intenso, vellutato. Grande bicchiere. Valutazione: Top.

Vermentino Anfora 2017: altro riuscito esempio delle potenzialità del vitigno. Macerazione ed anfora danno morbidezza e complessità, la beva è fresca, piena e vellutata. Valutazione: Celebration.

• Prima Terra
Carlaz 2018: da una macerazione prolungata sulle bucce emerge un vino di territorio come pochi, insieme salmastro, quasi roccia fluida, e carezzevole, come una brezza di mare che però ti lascia il sale sulla pelle. Valutazione: Celebration.

  • Giardino dei Vescovi 2017
  • Il Bianco 2018
  • Lunatica 2018
  • L'Aura di Sarticola 2017